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La possibilita’ di cuocere i cibi con le microonde fu scoperta da Percy Spencer, impiegato della Raytheon, mentre realizzava magnetron per apparati radar. Un giorno, mentre lavorava su un radar acceso, noto’ improvvisamente che una tavoletta di cioccolato che aveva in tasca si era sciolta.
Detentore di 120 brevetti, Spencer intuì immediatamente cosa era accaduto. Il primo cibo che provo’ intenzionalmente a cuocere fu il pop corn, successivamente provo’ con un uovo che pero’ esplose in faccia ad uno degli sperimentatori.
Nel 1946 la Raytheon brevetto’ il processo di cottura a microonde e nel 1947 realizzo’ il primo forno commerciale, chiamato Radarange. Era alto 1,8 metri e pesava 340 Kg. Aveva un sistema di raffreddamento ad acqua e produceva una potenza in radioonde di 3000 Watt, circa il triplo dei forni domestici attuali. Il successo fu elevato e per espandere il mercato la Raytheon acquisto’ la Amana, produttrice di elettrodomestici dell’Iowa.
Negli anni ‘60 la holding Litton Industries acquisto’ da Studebaker, gli stabilimenti Franklin Manufacturing per la prodzione di magnetron e forni a microonde simili al Radarange.
La Litton sviluppo’ quindi la configurazione ancora comune nei forni moderni, anche se il nome fu particolarmente noto nell’ambito della ristorazione. L’alimentazione del magnetron fu modificata in modo che questo potesse sopravvivere indefinitamente ad un funzionamento senza carico. Il nuovo prodotto fu esposto ad una fiera commerciale a Chicago, ed aprì la strada alla grande diffusione del forno a microonde in tutte le cucine (soprattutto negli Stati Uniti).
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In seguito diverse altre aziende entrarono sul mercato, e per diverso tempo si trattava di committenti della Difesa, che avevano sviluppato esperienza con i magnetron.
Negli anni ‘70 la tecnologia si era evoluta a sufficienza ed i prezzi iniziarono a scendere rapidamente. Le microonde, che prima erano relegate ad applicazioni industriali, si diffusero nelle cucine, favorite anche dal crollo dei prezzi dei microprocessori che, inclusi in tutti i forni a microonde, ne rendono molto semplice l’utilizzo.
Si stima che circa il 95% delle famiglie americane abbia un forno a microonde.
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La lavatrice e’ una macchina utilizzata per il lavaggio dei tessuti. Per effettuare il ciclo di lavaggio utilizza come mezzo primario l’acqua ma esistono altri dispositivi di lavaggio che eseguono il lavaggio a secco facendo uso di sostanze alternative e detergenti, di solito sono usate solo presso esercizi specializzati. A partire dal maggio 1999, su tutte le lavatrici deve essere apposta l’etichetta di efficienza energetica che suddivide le macchine in classi di efficienza energetica a seconda di una serie di parametri verificati in un ciclo di lavaggio di cotone a 60°. Le classi sono contraddistinte da lettere, alla classe A corrisponde la valutazione migliore. I progressi nel campo della tecnologia hanno permesso recentemente di raggiungere macchine che sono state classificate nella classe A+ e A++ Tipi di lavatrice
Carica dall’alto
nelle quali lo sportello di carico e’ posto sulla parte superiore della macchina. Solitamente sono di dimensioni minori rispetto alle lavatrici a carica anteriore.
Carica anteriore
che invece hanno uno sportello rotondo sulla parte frontale della macchina, il cosiddetto oblo’. Il vantaggio di questo modello e’ che permettono la sovrapposizione di un’asciugatrice, inoltre l’asse di rotazione orizzontale permette ai tessuti di strofinarsi naturalmente, ottenendo normalmente un lavaggio piu’ delicato ed anche piu’ efficace
Lavatrice industriale
lo scopo delle lavatrici non e’ solo quello di lavare vestiti ma di operare anche su fibre non lavorate, filati e pezze di stoffe. Il lavaggio puo’ essere finalizzato alla rimozione di sporcizia, di residui di tintura o di filati d’appoggio utilizzati durante la lavorazione. La lana appena tosata viene lavata per eliminare lo strato di grasso presente sulla fibra.
Storia della lavatrice
Il primo esemplare di macchina per lavare fu sviluppato nel 1767 da un teologo di Ratisbona, Jacob Christian Schäffern. I primi modelli di macchine meccaniche risalgono alla fine del XIX secolo, e i principi di funzionamento sono rimasti pressoché invariati. Lo scopo primario e’ quello di lasciare i tessuti immersi in una soluzione di acqua e detergente e poi agitarli, successivamente l’acqua viene espulsa e il contenuto viene centrifugato prima dell’aggiunta di acqua pulita per effettuare il risciacquo e l’eliminazione completa del detergente. Alla fine il contenuto puo’ essere nuovamente centrifugato o rimosso dalla macchina.
La lavastoviglie e’ un dispositivo idraulico che serve a lavare (e può spesso anche asciugare) stoviglie e altre suppellettili domestiche di piccole dimesioni. Negli ultimi decenni la lavastoviglie e’ diventata un elettrodomestico comune a numerose abitazioni, ma il suo uso rimane comunque insostituibile in molti locali adibiti alla cucina o al consumo di alimenti e bevande (ristoranti, mense, ecc.).
L’invenzione della lavastoviglie viene fatta risalire all’americana Josephine Cochrane, che nel 1886 fece brevettare un’apparecchiatura in grado di proiettare getti d’acqua sulle stoviglie grazie a un sistema di pompe azionato manualmente. In Europa le prime lavastoviglie furono introdotte nel 1929 dall’azienda tedesca Miele.
Alla base del funzionamento delle moderne lavastoviglie, sia di uso domestico che indistriale, c’e’ un motore elettrico che mediante un sistema di tubi spruzza acqua calda sulle stoviglie attraverso una serie di ugelli. In una prima fase viene spruzzata acqua calda a temperatura compresa fra i 55° e 65°, spesso mescolata a detergenti con funzione emulsionante. Nella seconda fase del lavaggio, le stoviglie vengono ripulite dai resti di detersivo attraverso getti di acqua a temperatura compresa fra i 65° e 85°, pura oppure mescolata con additivi anticalcare. Spesso e’ prevista anche un’ultima fase in cui le stoviglie vengono asciugate mediante ventilazione con aria calda. Normalmente, le lavastoviglie dispongono di più programmi che differiscono per durata e regolazione della temperatura.
Il forno a microonde e’ un tipo di forno da cucina in cui la cottura del cibo e’ principalmente dovuto all’effetto riscaldante delle microonde.
Un comune forno a microonde consiste delle parti seguenti:
un magnetron,
un circuito elettronico di controllo e alimentazione del magnetron,
una guida d’onda,
una camera di cottura.
Il magnetron, alimentato ad alta tensione genera un flusso di microonde, normalmente alla frequenza di 2450 MHz (lunghezza d’onda di 12,24 cm) con una potenza solitamente compresa tra 800 e 1000 watt, che la guida d’onda invia alla camera di cottura. L’acqua, i grassi e i carboidrati che costituiscono il cibo assorbono l’energia delle microonde in un processo chiamato riscaldamento dielettrico.
Molte molecole sono essenzialmente dei dipoli, ovvero hanno una estremita’ con carica elettrica positiva e un’altra con carica negativa, e sono per questo trascinate dal campo elettrico alternato delle microonde e indotte a vibrare. Questo rapido movimento genera calore.
A volte il riscaldamento viene spiegato del tutto erroneamente con la risonanza delle molecole d’acqua alla frequenza delle microonde, ma in realta’ la frequenza di risonanza dell’acqua e’ molto più alta, a decine di gigahertz. Le microonde riscaldano con più efficienza l’acqua, ma anche in misura minore grassi, zuccheri e ghiaccio.
La camera di cottura e’ sostanzialmente una gabbia di Faraday che impedisce la fuoriuscita di microonde. Il portello del forno e’ di vetro per permettere la visione dell’interno, ma include uno strato di rete metallica fine come schermo elettromagnetico. Poiché la larghezza delle maglie e’ inferiore alla lunghezza d’onda delle microonde di 12cm, la radiazione non puo’ attraversare la rete, mentre la luce, con lunghezza d’onda molto più piccola delle maglie puo’ passare.
Il meccanismo di chiusura del portello include speciali interruttori in grado di spegnere immediatamente il magnetron in caso di apertura accidentale o meno.
Il magnetron deve essere alimentato con un tensione in corrente continua di diverse migliaia di volt. Questa tensione viene prodotta a partire dalla tensione della rete elettrica per mezzo di un trasformatore seguito da un raddrizzatore e un condensatore. Un rele’ o un triac accendono e spengono il sistema su comando del microprocessore, che gestisce i tempi di funzionamento in base ai parametri impostati con i comandi presenti sul pannello anteriore.
Sebbene i forni prevedano la regolazione della potenza di cottura, il magnetron viene fatto funzionare sempre a pieno regime per mantenere al massimo l’efficienza. La modulazione della potenza viene fatta regolando il rapporto tra il periodo di accensione ed il periodo di spegnimento, secondo una tecnica chiamata modulazione di larghezza di impulso. Per ottenere ad esempio una potenza pari alla meta’ di quella massima si accende il magnetron per pochi secondi spegnendolo poi per un tempo identico e così via fino al termine del tempo prefissato di cottura.
Vantaggi e limiti in cucina del forno a microonde
Il principale vantaggio del forno a microonde rispetto ai sistemi di cottura tradizionali risiede nella grande rapidita’. Cio’ e’ dovuto al fatto che il calore viene generato direttamente sulla superficie del cibo, e non e’ necessario riscaldare l’aria, il contenitore del cibo e le pareti del forno come avviene in forno di tipo differente, a gas o elettrico. Cio’ consente anche di scongelare i cibi surgelati in breve tempo e cuocerli immediatamente. Un altro vantaggio e’ quello di potere cuocere il cibo in contenitori di plastica usa e getta, purché il contenitore sia realizzato con un materiale plastico idoneo, del tutto trasparente alle microonde.
Uno svantaggio e’ invece quello di provocare un riscaldamento non omogeneo, ma concentrato in particolari zone di spazio dove si concentra l’energia delle microonde in risonanza nella cavita’ di cottura. Questo problema viene normalmente superato facendo ruotare il cibo durante la cottura.
Altro limite, per il quale molti cuochi professionisti considerano il forno a microonde di scarsa utilita’, e’ quello di cuocere a temperatura relativamente bassa, rendendo impossibile la cottura di prodotti da forno, torte, arrosti ben dorati e altri cibi che richiedano il verificarsi della reazione di Maillard. Questo secondo limite viene superato abbinando alla cottura a microonde un sistema di cottura a raggi infrarossi (grill) in grado di dorare superficialmente i cibi e conferire maggiore sapore. Forni di questo tipo sono detti combinati.
Alcuni cibi sono del tutto preclusi al microonde, come e’ il caso delle uova, che esplodono se messe intere a cuocere.
Il microonde si presta ottimamente invece per il riscaldamento e la cottura di pietanze liquide, o per portare l’acqua all’ebollizione.
Rendimento di un forno a microonde
In un forno a microonde non tutta l’energia elettrica assorbita e’ convertita in microonde. Un tipico forno domestico assorbe 1100 W producendo 700 W di microonde. I rimanenti 400 W sono dissipati come calore dai componenti del forno, principalmente dal magnetron, che e’ raffreddato da una ventola. Minori perdite sono dovute alla lampadina di illuminazione del forno, al trasformatore di alimentazione, la stessa ventola di raffreddamento, il motore del piano rotante e i vari circuiti di controllo. Quasi tutto questo calore viene espulso all’esterno come aria calda e non contribuisce alla cottura.
Normalmente l’energia a microonde generata dal magnetron viene tutta assorbita dai cibi in cottura. Se la camera di cottura e’ vuota o contiene troppo poco cibo, l’energia ritorna al magnetron, che puo’ surriscaldarsi, danneggiarsi, e costituire un possibile principio di incendio. Per questo motivo si deve evitare di accendere il forno vuoto.
Cottura insufficiente
Nel microonde il cibo e’ riscaldato per breve tempo e questo puo’ condurre ad una cottura non uniforme. Il forno a microonde e’ spesso usato per riscaldare cibo cotto in precedenza ed i batteri potrebbero non essere eliminati completamente ed essere causa di infezioni alimentari.
La cottura disomogenea e’ dovuta principalmente alla non omogeneita’ dell’energia delle microonde all’interno della camera di cottura, ma anche dalla differente capacita’ di assorbimento delle diverse parti del cibo. Come gia’ accennato il primo problema viene affrontato con l’uso di piatti rotanti e riflettori che distribuiscono più uniformemente l’energia. Il secondo problema deve essere gestito dal cuoco, che deve disporre il cibo in modo opportuno e verificare periodicamente lo stato e l’uniformita’ della cottura.
Pericoli immediati
I liquidi riscaldati al microonde in contenitori dalla pareti lisce possono raggiungere lo stato supercritico, ovvero una condizione in cui la temperatura e’ superiore di alcuni gradi a quella di ebollizione ma la sostanza rimane liquida. Quando il liquido viene in qualche modo perturbato, per esempio afferrando il contenitore per estrarlo dal forno, l’ebollizione puo’ iniziare in modo esplosivo, e puo’ essere causa di gravi ustioni.
I contenitori chiusi, così come le uova, quando riscaldate nel microonde possono esplodere a causa della pressione del vapore che si produce all’interno.
Diversi materiali, se riscaldati troppo a lungo possono carbonizzare e prendere fuoco. É consigliabile tenere sempre sorvegliato il forno acceso.
Fogli di alluminio, stoviglie in ceramica decorate con metalli e oggetti contenenti metalli possono produrre scintille se esposti alla microonde. Il metallo puo’ fondere e contaminare il cibo e si possono produrre vapori tossici dai materiali investiti dalla scarica. Alcuni hanno provato a sottoporre al microonde un compact disc, che si distrugge formando sulla superficie una serie di motivi circolari, ma emette nel frattempo fumi tossici.
Porre nel microonde oggetti in metallo solido come per esempio un cucchiaio e’ sicuro, purché sia presente cibo o acqua per assorbire le microonde riflesse dall’oggetto. Alcuni forni prevedono infatti tra gli accessori dei piani in metallo.
Più di ogni altro elettrodomestico, il forno a microonde presenta gravi insidie al suo interno, ed e’ assolutamente da evitare l’apertura ed ogni tentativo di riparazione se non a tecnici specificamente preparati.
Le fonti di pericolo sono principalmente due:
* La presenza di un grosso condensatore che potrebbe mantenere una carica elettrica ad alta tensione in quantita’ letale, anche per lungo tempo dopo lo spegnimento dell’apparecchio. Normalmente, allo spegnimento questa energia si scarica sul magnetron in una frazione di secondo, ma cio’ non e’ sempre certo, specialmente nel caso di apparecchi guasti.
* L’emissione di microonde all’esterno dell’apparecchio, che puo’ essere causa di ustioni e opacizzazione del cristallino con conseguente formazione di cataratta e cecita’. Normalmente il portello del forno incorpora speciali interruttori di interblocco che spengono immediatamente il forno in caso di apertura. Per nessun motivo questi interruttori devono essere esclusi o manomessi. Non fare funzionare il forno privato dei pannelli di chiusura o con il portello rotto.
Compatibilita’ elettromagnetica
Con la sempre maggiore diffusione delle reti wireless, che operano nel campo delle microonde a frequenze vicine a quelle usate nei forni, crescono le preoccupazioni per le interferenze che possono essere causate da questi apparecchi.
Anche i radioastronomi hanno sollevato preoccupazioni per i disturbi che le pur minime perdite dei forni a microonde possono indurre nelle sensibilissime antenne utilizzate per ricevere i segnali a microonde dal cosmo.
Alterazione del cibo
Esiste una corrente di pensiero che si oppone al forno a microonde affermando che esisterebbero insiti in questo metodo di cottura rischi più sottili di quelli qui precedentemente esposti.
Alcuni affermano che la cottura a microonde provocherebbe una perdita di nutrienti superiore a quella causata da altri metodi di cottura, e che le microonde causerebbero reazioni chimiche differenti.
Non esistono conferme scientifiche a queste affermazioni, e gli scettici le vedono in molti casi come pseoudoscienza e allarmismo di livello quasi ridicolo.
Esistono siti che citano fantomatici studi da cui risulterebbero alterazioni molecolari in cibi cotti al microonde, senza alcun riferimento pero’ a quanto queste alterazioni differiscono da quelle prodotte da una cottura differente.
Semplici considerazioni di chimica portano a contestare facilmente le affermazioni precedenti. In una cottura alla griglia, o anche al forno a legna, elettrico o a gas nel cibo, avvengono, a causa delle temperature elevate, reazioni di carbonizzazione e caramellificazione che producono sostanze complesse. La cancerogenicita’ di alcune di queste sostanze prodotte dalla cottura tradizionale e’ oggetto di studi controversi. Nel forno a microonde queste reazioni di carbonizzazione e caramellificazione, e quindi i rischi ad esse connessi, avvengono in misura molto minore. Ciononostante, gli oppositori della cottura a microonde succitati considerano questo negativo dal punto di vista culinario.
Si puo’ fare anche una considerazione fisica. I forni tradizionali a gas, elettrici e a legna, trasmettono gran parte del calore al cibo sotto forma di raggi infrarossi. Dal punto di vista fisico i raggi infrarossi sono onde elettromagnetiche esattamente come le microonde, ma con energia per fotone maggiore, e quindi più vicini al valore in grado di spezzare i legami chimici delle molecole organiche. In realta’ questa energia e’ comunque ampiamente al di sotto del limite di ionizzazione, quindi difficilmente e’ in grado di provocare alterazioni chimiche nei cibi. Questa valutazione dovrebbe rendere i raggi infrarossi, e quindi la cottura tradizionale, maggiormente temibile rispetto alla cottura a microonde, dal punto di vista di chi considera un rischio le alterazioni chimiche provocate dalla cottura dei cibi.
Emissione di radiazioni di un forno a microonde
Diverse persone sono preoccupate dall’esposizione alle microonde in prossimita’ di forni a microonde accesi.
Negli Stati Uniti il limite di emissione di radiazioni e’ di 1 mW/cm2 a 5 cm di distanza da un forno nuovo (per un forno usato il limite sale a cinque volte). Difficilmente un forno eccede questo limite. Come confronto un telefono cellulare GSM puo’ emettere 1 W a 1800 MHz, che produce un campo di 2 mW/cm2 a 5 cm. Ad ogni modo i rischi connessi ad un’esposizione a lungo termine e’ tuttora controversa.
Il ferro da stiro e’ un piccolo elettrodomestico che viene impiegato per rimuovere le pieghe nel tessuto che spesso derivano dal lavaggio in lavatrice. Sebbene il nome derivi dal materiale con il quale venivano anticamente costruiti tali elettrodomestici, il ferro, le piastre dei moderni ferri da stiro sono costruite prevalentemente di alluminio ed in alcuni casi vengono sottoposte ad un trattamento speciale per renderle antiaderenti, facilitando così lo scorrimento sui tessuti.
La stiratura funziona allentando i legami tra le catene di polimeri all’interno delle fibre del materiale. Mentre le molecole vengono riscaldate, le fibre sono sottoposte alla pressione della piastra, che le mantiene in posizione mentre si raffreddano. Alcuni materiali, quale il cotone, richiedono l’aggiunta di acqua per allentare ulteriormente i legami intermolecolari. Sono molti i tessuti moderni che vengono prodotti con speciali accorgimenti tali da eliminare o diminuire la necessità di una stiratura dopo il lavaggio.
Risparmio energetico
Il ferro da stiro e’ un elettrodomestico che impiega per il funzionamento un resistore, alimentato a 220 Volt, per il riscaldamento della piastra e – nei modelli dotati di caldaia, di un ulteriore resistore per il riscaldamento dell’acqua e la produzione di vapore.
Poiché l’energia consumata da un ferro da stiro e’ piuttosto elevata, e’ consigliabile adottare alcuni accorgimenti:
* Utilizzare tale elettrodomestico preferibilmente al di fuori delle ore di punta.
* Non utilizzare il ferro da stiro contemporaneamente ad altri elettrodomestici che assorbono molta energia elettrica, (p. es. lavatrice, lavastoviglie, scaldabagno).
* Spegnere sempre il ferro da stiro quando non e’ utilizzato, agendo sull’interruttore e togliendo la spina dalla presa.
Sicurezza
Il ferro da stiro, combinando insieme la presenza di corrente elettrica, calore ed acqua e’ uno degli elettrodomestici che maggiormente e’ coinvolto in episodi anche gravi di incidenti domestici.
* Rischio di ustione. La piastra e’ a temperature molto alte.
* Rischio di folgorazione. Il cavo si usura con l’uso e puo’ diventare pericoloso se i fili sono scoperti. Il resistore puo’ perdere l’isolamento e portare la carcassa del ferro ad assumere una differenza di potenziale pericolosa verso terra.
* Altri rischi. Il ferro da stiro viene spesso impiegato senza allestire una postazione stabile e comoda. Un asse da stiro mal posizionato puo’ cadere, soprattutto se urtato da bambini, rovesciando la caldaia o il ferro da stiro stesso. Sconsigliabile l’uso di prolunghe per il filo elettrico. La sostituzione del cordone di alimentazione e’ un’operazione che deve essere svolta esclusivamente da un tecnico.
Storia del ferro da stiro
Il primo attrezzo assimilabile ad un ferro da stiro risale all’epoca Han (206 a.C. – 221 d.C.) e consisteva in un recipiente di bronzo destinato a contenere braci incandescenti e provvisto di un manico di legno. I contenitori erano spesso decorati in modo molto accurato e il manico, in legno nei ferri piu’ semplici, in caso di ferri da stiro di famiglie nobili era in avorio.
Per stirare i romani solevano scaldare piastre di bronzo provviste di manico e passarle sul tessuto.Fino al medioevo non si hanno evoluzioni, risalgono al 1200 dei ferri fatti in ferro battuto e solo un secolo dopo si giunge ai ferri ottenuti dalla fusione del metallo con forme piu’ funzionali. Nel XIX secolo si hanno alcune innovazioni nella forma e nei materiali ma i ferri venivano ancora scaldati in forno e poi usati rapidamente spesso sporcando il tessuto di cenere. La maggior parte dei ferri da stiro del XX secolo erano costituiti da un contenitore nel quale venivano poste delle braci che periodicamente dovevano essere alimentate per mezzo di un soffietto.
Il primo ferro da stiro con piastra scaldata elettricamente viene brevettato nel 1891 mentre risale al 1926 la nascita del ferro a vapore
Temperature consigliate per la stiratura
* Lino: 230 °C
* Triacetato: 200 °C
* Cotone: 204 °C
* Viscosa: 190 °C
* Lana: 148 °C
* Poliestere: 148 °C
* Seta: 148 °C
* Acetato: 143 °C
* Acrilico: 135 °C
* Lycra/Spandex: 135 °C
* Nylon 6.6: 135 °
Gli elettrodomestici sono apparecchiature ed utensileria, alimentati ad energia elettrica destinati all’uso domestico, si diffusero in Europa in larga misura tra il 1950 e il 1970, periodo nel quale divennero oggetti di uso comune. Nei decenni successivi, il consumo di elettrodomestici si allineo’ al ritmo dei consumi nazionali dei singoli paesi, con l’eccezione dei piccoli elettrodomestici che continuano a registrare una media annuale superiore.
Tipi di elettrodomestici
bianchi frigorifero, lavatrice, congelatore, lavastoviglie e tutti i grandi elettrodomestici
piccoli frullatore, friggitrice, gelatiera etc.
bruni televisore, videoregistratore, decoder e apparecchiature elettroniche in genere