Storia della bicicletta

Il termine bicicletta e’ nato in Francia nel 1860 e rimpiazzo’ il termine velocipede dal modello della High Bicycle. Quando nacquero i velocipedi a pedali gia’ erano trascorsi cinquanta anni di storia di veicoli a due ruote. Il primo tipo di bicicletta sembra risalire al 1791 e venne chiamato celerifero ed aveva due ruote fissate su un telaio di legno ed era privo di sterzo e per svoltare bisognava inclinare la bicicletta.Questi veicoli erano considerati pero’ solo come dei passatempi alla moda piu’ che dei mezzi di trasporto. Sembra piuttosto che questa storia sia stata creata dallo storico Baudry de Saunier nel 1891 e da allora ripresa erroneamente da altri autori.

Rivendicazioni piu’ datate e meno attendibili fanno risalire l’invenzione della bicicletta ad un disegno trovato all’interno del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci ma anche ad una illustrazione scoperta su una finestra di una chiesa del paese di Stoke Poges (Backinghamshire, Inghilterra) installata nel XVI secolo e raffigurante un angelo sopra un attrezzo che e’ stato riconosciuto da alcuni come prototipo del modello hobby horse. Invece si ritiene piu’ probabile considerarlo un congegno ad una sola ruota che spesso si associava, nell’iconografia medievale, a cherubini e serafini. L’origine della prima bicicletta effettivamente utilizzata e’ da attribuirsi al barone Karl von Drais, un impiegato statale del Gran Ducato di Baden in Germania. Karl Drais invento’ la sua Laufmachine (macchina da corsa) nel 1817 che fu chiamata dalla stampa draisine (o anche draisienne, in Italia draisina) e piu’ tardi velocipede. Il maggiore miglioramento in questo progetto era l’aggiunta dello sterzo.

Necessitano una menzione anche i primi tentativi di introdurre la trazione posteriore per superare gli svantaggi di quella anteriore (la difficolta’ nel mantenere la pedalata mentre si sterza e la velocita’ limitata), anche se dovranno passare altri 40 anni prima che questa si affermi definitivamente diventando d’uso comune. Furono pubblicati numerosi progetti tra cui quello gia’ menzionato di A. Lefebvre. Qualcuno faceva uso di una catena, altri, come il velocipede di Thomas McCall del 1869, di aste e pedivelle. Anche a Kirkpatrick MacMillan, un fabbro scozzese, viene attribuito un progetto del 1839 di un velocipede a trazione posteriore ottenuta usando delle pedaliere fissate frontalmente che trasmettevano la potenza alla ruota posteriore tramite delle aste (una copia di questo modello e’ esposto al Museo delle Scienze di Londra). La similitudine tra il progetto di McCall e McMillan e’ stata in passato oggetto di una controversia sull’attribuzione dell’idea originale.James Starley a Coventry aggiunse i raggi tangenti (offrono maggiore stabilita’ e resistenza alla ruota di quelli radiali) e lo scalino di monta alla sua famosa versione di High Bicycle chiamata Ariel o anche Ordinary (Ordinaria). Egli e’ giustamente considerato come il padre della’industria ciclistica inglese, che arrivo’ a primeggiare in tutto il mondo, con i centri di produzione concentrati a Coventry, Birmingham e Manchester. I cuscinetti a sfere, i copertoni solidi e i telai di acciaio a sezione cava divennero degli standard. A seconda della lunghezza della gamba del ciclista, la ruota anteriore ora poteva raggiungere un diametro fino a 1,5 metri (60 pollici). Tanto che in Inghilterra queste Ordinarie erano chiamate anche Penny Farthing in quanto la ruota anteriore piu’ grande era rappresentata dal grossa moneta del penny e la posteriore da quella molto piu’ piccola del farthing. Erano percio’ piu’ veloci ma anche insicureIl ciclista si trovava con il baricentro molto distante da terra, accovacciato in modo precario sopra la ruota anteriore. Potendo ora raggiungere velocita’ elevate, anche una piccola asperita’ del terreno poteva portare come risultato ad una caduta in avanti procurandogli gravi lesioni o perfino la morte. Cadere in avanti di testa era un termine frequentemente usato senza accezioni umoristiche per descrivere questo abituale problema. La natura pericolosa di queste biciclette significo’ che il loro uso venne riservato ai giovani uomini avventurosi, rendendole poco attraenti per il grande pubblico. La bicicletta americana Star era derivata da una Ordinaria invertendo l’ordine delle due ruote: ora pero’ c’era il pericolo di cadere all’indietro quando si correva in salita.

Le persone piu’ anziane e le donne preferivano invece i piu’ stabili tricicli o quadricicli, come per esempio il Salvo Quadricycle di Starley, rinominato Royal Salvo in onore della Regina Vittoria che ne usava uno.

Negli Stati Uniti fu Alexander Pope di Boston che monipolizzo’ la produzione delle Ordinarie dal 1876 e fu promotore del movimento per le buone strade (Good Roads Movement) così chiamato perché si batteva per il miglioramento delle condizioni di viabilita’ delle strade.

Le Safety Bicycles

I tentativi di rendere la bicicletta piu’ sicura e di ridurre la dimensione della ruota anteriore portarono alla fine ad un radicale cambiamento della sua ergonomia. John Kemp Starley, nipote di James, lancio’ la moda a livello mondiale con l’introduzione nel 1885 della Rover dotata di ruote di uguale grandezza (di 36 pollici, ancora una misura standard), di trazione posteriore mediante l’uso di catena con demoltiplica (per una maggiore efficienza di pedalata) e di un telaio con la configurazione a diamante con il ciclista seduto nel mezzo per un miglior bilanciamento, come nelle moderne biciclette. Negli Stati Uniti la versione di A. Pope della safety bicycle fu chiamata Columbia; egli tento’ di nuovo di monopolizzare il mercato introducendo la sua Columbia Chainless con trazione ad albero.
Nel frattempo la re-invenzione nel 1888 del copertone pneumatico ad opera di John Boyd Dunlop rese le corse in bicicletta molto piu’ dolci. L’immigrato Adolph Schoeninger di Chicago con la sua azienda Western Wheel Works divenne il “Ford della bicicletta” (dieci anni prima di Henry Ford) perché, con l’uso dello stampaggio di lamiera e la produzione in serie, rese le sue biciclette Crescent accessibili ai lavoratori.

All’inizio del XX secolo, la bicicletta era diventato un importante mezzo di trasporto e negli Stati Uniti una forma sempre piu’ popolare di svago. Club ciclistici per uomini e donne spuntarono in tutta la nazione. Ad ogni modo l’attivita’ ciclistica subì un rallentamento fino a virtualmente cessare verso la meta’ del secolo, quando le automobili divennero il mezzo preferito di trasporto.

Tuttavia le biciclette continuarono ad evolversi per soddisfare i mutati bisogni dei conducenti. Alla meta’ del secolo esistevano due predominanti modelli di bicicletta per il ciclismo ricreativo sia in Europa che in Nord America. Bici pesanti, dotate di copertoni a sezione tonda, freni a contropedale e solo una marcia, erano popolari per brevi tragitti su superfici in maggioranza piatte. Bici leggere, con freni al manubrio, copertoni piu’ sottili ed un sistema di cambio al mozzo a tre velocita’ furono sviluppate in Europa e divennero popolari negli Stati Uniti verso la fine degli anni 1950. Queste confortevoli, pratiche biciclette di solito offrivano dei fanali frontali a dinamo, catarifrangenti di sicurezza, cavalletti e pompe montate sul telaio.

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23 ottobre 2008